Almeno tu amami!

Almeno tu amami

Una domanda, anzitutto. Qual è l’oggetto della devozione al S. Cuore di Gesù? A che cosa questa devozione ci chiama? La devozione al S. Cuore è essenzialmente una devozione riparatrice, richiama il cristiano alla riparazione.

Il rapporto fra il S. Cuore e la riparazione non è tuttavia molto evidente, anche se non si può negare che i due termini siano in intimo rapporto fra loro.

Di fatto la devozione al S. Cuore, cosi come spesso è intesa, non sembra avere un oggetto suo proprio, perché se nel S. Cuore vediamo soltanto il simbolo dell’amore divino verso di noi ci pare che, in fondo, anche la devozione dell’Eucarestia e quella stessa del Crocifisso non ci dicano cosa diversa, non abbiamo oggetto diverso. L’Eucarestia non è forse il dono di Dio, il dono supremo di Cristo, il dono anzi ch’egli ci fa di se stesso? E il Crocifisso non è la manifestazione, la rivelazione suprema dell’amore di Dio per noi? In fondo, tutte le operazioni di Dio verso di noi sono operazioni di amore, che hanno avuto il loro principio nell’amore e hanno come loro fine l’amore. Non è proprio della devozione al S. Cuore il richiamo a meditare sull’amore di Dio, né è oggetto precipuo della devozione al S. Cuore un richiamo da parte di Dio a noi, affinché lo si ami. Sembra invece oggetto specifico della devozione al S. Cuore, cosi come l’ha voluta Gesù, la riparazione. Di fatto la riparazione è stata voluta direttamente da Cristo, mentre le altre devozioni della Chiesa non esprimono chiaramente un richiamo immediato alla riparazione. Perché il S. Cuore ha un rapporto con la riparazione? Ecco quello che non vediamo con chiarezza. Accettiamo umilmente da Nostro Signore che egli, presentando il suo Cuore, voglia incitarci e impegnarci all’espiazione e alla riparazione. Non solo accettiamo umilmente, ma adempia mo l’ineffabile volontà di Dio che attraverso questo segno ci richiama a un grande dovere; sentiamo di doverci impegnare alla riparazione per il richiamo esplicito di Gesù a S. Margherita Maria. Anche se non conosciamo le ragioni profonde che possono giustificare il rapporto fra il S. Cuore e la riparazione, anche se non dovessimo conoscerle mai, ci basterebbe la parola stessa di Gesù, il fatto che Gesù medesimo ha voluto legare la rivelazione del suo Cuore divino, le sue apparizioni a S. Margherita Maria, al dovere della riparazione. E questo è nuovo nella devozione cattolica, questo è nuovo nella vita cristiana. Non certo perché prima di S. Margherita Maria i cristiani non sentissero il dovere di riparare, di espiare per i peccati del mondo (altrimenti non sarebbero stati cristiani), ma perché questa riparazione non era sentita in modo così chiaro, definito, specifico, come compito proprio della pietà cattolica. Oggi noi non potremmo più vivere la nostra vita cristiana integrale, non potremmo più rispondere a una vocazione divina che ci chiama alla perfezione, senza sentirci impegnati in modo preciso all’adempimento di questo dovere.

Tratto da “La mistica della riparazione” – Autore Divo Barsotti

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